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Strategie e sovranità algoritmica al centro del IV Forum Machiavelli

12 Giugno 2025

Si è svolto martedì 11 giugno, presso la sede dell’Università degli Studi Link di Roma, il IV Forum Machiavelli sulla Difesa, organizzato dal Centro Studi Machiavelli. L’evento ha riunito rappresentanti delle istituzioni e delle Forze Armate, tra cui il ministro della Difesa Guido Crosetto e il ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti; attori dell’industria e docenti accademici per discutere la preparazione del Sistema Difesa italiano alle sfide internazionali, con particolare attenzione agli aspetti strategici e tecnologici che stanno ridefinendo il futuro delle forze armate.

Tra i vari panel tematici che hanno scandito la giornata, ha suscitato particolare interesse quello intitolato “IA nella Difesa: applicazioni e strategie”, dedicato a uno dei temi più urgenti e complessi del dibattito contemporaneo.

A confrontarsi sul palco:

  • Alessio Calabrò, CEO di RAIT88 e imprenditore nel settore della tecnologia e dell’aerospazio
  • Prof. Marco Angelini, docente di Ingegneria Informatica, esperto di cyber-intelligence
  • Gen. B. Camillo Sileo, già vice-capo del VI Reparto dello Stato Maggiore della Difesa
  • On. Angelo Tofalo, CEO di Quantum Ket ed ex Sottosegretario alla Difesa

A moderare il panel è stata la giornalista Francesca Ronchin, inviata RAI, che ha guidato il confronto con domande puntuali sull’evoluzione tecnologica in ambito difensivo.

L’IA nella Difesa come moltiplicatore decisionale, non sostitutivo umano

Nel suo intervento, Alessio Calabrò ha sottolineato che l’Intelligenza Artificiale (IA) rappresenta un’opportunità strategica per aumentare la rapidità e l’accuratezza dei processi decisionali nelle operazioni militari.

Oggi nel settore difesa ci sono due aspetti fondamentali: le informazioni e il tempo di reazione. L’IA può essere determinante in entrambi, ma non possiamo affidarci ciecamente a un algoritmo per decidere dove sono le nostre navi o basi.

Il CEO di RAIT88 ha evidenziato la necessità di considerare l’IA non come un’entità operativa autonoma, ma come un amplificatore computazionale al servizio del decision maker umano.

Se prima servivano 10 o 20 minuti per elaborare scenari complessi, oggi possiamo farlo in pochi secondi. L’IA deve aiutarci a calcolare più velocemente, non custodire i segreti nazionali.

Sovranità algoritmica: una corsa da non perdere

Nel secondo intervento, Calabrò ha richiamato l’attenzione sul concetto di sovranità algoritmica, intesa come capacità del Sistema Paese di possedere, comprendere e governare la tecnologia IA senza dipendere da fornitori esteri.

Per la prima volta nella storia ci troviamo di fronte a un cambiamento epocale: l’IA è entrata nelle nostre case senza che la maggior parte delle persone sappia come funziona. Serve una strategia nazionale.

Per Calabrò, investire in IA non significa solo software, ma anche in infrastrutture computazionali avanzate e indipendenti, alimentate da reti di calcolo distribuite e ad alta densità energetica.

Prima ancora del software, bisogna investire in computer, sistemi interconnessi da decine o centinaia di migliaia di core. E senza energia, non si va lontano.

RAIT88 al servizio della Difesa del futuro

Calabrò ha chiuso il suo intervento con un richiamo alla coesione tra università, centri di ricerca e industria nazionale, per costruire una roadmap condivisa verso una tecnologia non subita ma governata.

Abbiamo eccellenze che il mondo ci invidia. Dobbiamo solo ricordarci come fare squadra. Meglio arrivare dopo, ma in sicurezza, che bruciare le tappe e rischiare l’incidente.

Da sottolineare anche le parole del Ministro della Difesa Crosetto, intervenuto con una visita lampo durante i lavori del forum. “*Bisogna essere chiari: la sicurezza non è scontata. E proprio il duplice significato del termine ci aiuta a capirlo. Non è scontata perché non è garantita: va costruita ogni giorno, con addestramento, cooperazione e prontezza. Ma non è scontata neanche in senso economico: ha un costo, e non possiamo permetterci di risparmiare su ciò che garantisce la nostra libertà. Perché senza sicurezza non c’è libertà. E senza libertà, non c’è futuro.”*

Tra tutti gli interventi e i temi toccati, forse, uno dei più rilevanti è stato portato proprio dal Ministro: “*Serve un salto culturale: non siamo pronti ad affrontare temi come la guerra. Ma ignorarli non li cancella. Serve una nuova consapevolezza: la difesa non è una questione di governo, ma di nazione: perché la sicurezza non è un’opinione, è una responsabilità collettiva.*“

Si può recuperare l’intero evento dal sito di Radio Radicale

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